Illustre concittadino
" Bach è la base del pianoforte, Liszt è la cima. Questi due, insieme, ti renderanno possibile Beethoven."
Ferruccio Busoni. Regole per gli esercizi del pianista (1898)
Illustre concittadino
" Bach è la base del pianoforte, Liszt è la cima. Questi due, insieme, ti renderanno possibile Beethoven."
Ferruccio Busoni. Regole per gli esercizi del pianista (1898)
Angelus tennisticus novus
Ora che è diventato il più giovane tennista della storia a vincere tutte e quattro le prove dello Slam non credo ci siano dubbi sul fatto che Rafael Nadal sia il nuovo padrone del tennis. Mai visto nessuno muoversi così sul campo, mai visto nessuno tirare così forte, non un colpo solo, e magari da fermo, ma decine di colpi dopo ore di corse e di scatti che farebbero svenire un qualsiaisi altro atleta, mai visto nessuno sopportare così la fatica. E ne ho visti tanti…
Trama
Un tizio che abita in club di lapdance, ha una figlia e una Ferrari. Alla fine la figlia se ne va, lui molla la Ferrari e prosegue a piedi.
Bagatelle per una vacanza
Le vacanze sono come le amanti: se non ci sono preghi che arrivino in fretta e, al fin giunte, non vedi l’ora di scappare e tornare all’adorata piattezza giornaliera. Come al solito i momenti migliori sono le attese, i “ dai manca poco…”, la speranza, vana, di essere diversi e migliori affrancati dagli obblighi di tutti i giorni. Invece diamo il peggio convinti che sia il meglio.
Della mia vacanza in Austria ricorderò paesaggi straordinari come solo Stifter sapeva descrivere. Le Alpi austriache sono magnifiche e il ghiacciaio ai cui piedi ho soggiornato incuteva paura e purtroppo per noi ha distribuito dosi industriali di pioggia. Un amico, uno di quelli che pensano "se non c’è il mare non è vacanza" mi ha dato questa brillante spiegazione sul pessimo tempo che ho trovato: “ si sa… la montagna…”. Adoro le certezze dei mutandati da spiaggia. Comunque gran posto il ghiacciaio di Hintertux e la sua valle. Le sue cascate disseminate ad ogni altezza, la roccia pura come la sua neve sempre presente, le funivie perse nella nebbia. E gli austriaci… Bei tipi davvero. Nel mio albergo, perfetto sotto tutti gli aspetti, lavorava una specie evoluta di cameriera, da noi ribattezzata Terminator. Donne delle pulizie in grado di rassettare una camera in una manciata di minuti, cameriere di sala sempre a disposizione per la “Familen Moreli” che chiaramente non parlavano una parola d’italiano e che potevo insultare come volevo ( chissà quante me ne hanno dette loro!) E poi lei, Franziska. La cameriera del ristorante dedicata al nostro tavolo. Una tipa capace di chiedermi per tutta la vacanza, ad ogni pasto e dopo ogni piatto: “Did you like it?” Sempre. Straordinaria. Con quel suo sorriso stampato in faccia sempre uguale. Alla fine le rispondevo con un cenno, sfinito da tanta gentilezza.
Un vera goduria era la lettura mattutina del bollettino con le attività che la direzione dell’albergo organizzava per gli ospiti: escursioni, trattamenti wellness di ogni tipo, sedute personalizzate in palestra, massaggi miracolosi ( il tutto delicatamente non compreso) e il meteo. I primi giorni era scritto in inglese e non potevo rendermi conto se ci fossero degli errori ma quando ci hanno fornito il bollettino tradotto in italiano è iniziato lo spasso. Tengo a precisare: loro sono veramente convinti che farsi massaggiare con dei sassi, sudare dentro una sauna a 90 gradi e stendersi su un materasso ad acqua in cui sembra di affogare, ascoltando della pessima new age, migliori davvero la vita. Sul bollettino ho letto frasi del tipo ( non correggo volutamente): “dopo un votro masaggio con noi potrete aumentare lo stipendio” o anche ”afrontecchiate la vita più ottimale con la sauna bio” e imperdibile, per pubblicizzare una seduta in palestra finalizzata a rafforzare i glutei delle signore clienti: “ ti piace il culo oggi!” Avrei voluto rispondere di si e iniziare a palpeggiare le cameriere ma la mia signora vigilava attenta. Insomma dei geni incompresi, ecco. Altro aspetto fantastico: sono sempre a bere o mangiare. Colazione internazionale ricchissima, self service con suppen a volontà appena tornati dalla montagna, doppiato da dolci di tutti i tipi. Un po’ di sauna per il finto-relax quindi cena con svariate portate e ricco buffet di insalate e formaggi rigorosamente bio. Vini illustrati dal sommelier di turno (delicatamente non inclusi), poi appena finita la cena tutti al bar a bere birra, schnaps (amari con erbe da 50 a 80 gradi di alcool ma bio anche quelli e delicatamente non inclusi) e cocktails vari. Risultato? Sono tutti in ottima forma. Boh… Sarà la montagna…
Sembrano, i cari austriaci, non prendersela per niente in fondo. Vivono senza attesa e questo li aiuta molto secondo me. Non sono come noi, sempre incazzati, stressati, agitati per una qualsiasi cosa e sempre in perenne ricerca. Fanno tutto con calma. Piove e sono in vacanza? Io bestemmio e loro sorridono e scrollano le spalle. A me viene un colpo quando la funivia si ferma e rimango appeso senza sapere se ripartirò e loro fanno ciao con la manina. Riparto, arriviamo in quota e trovo una nebbia peggio che a Milano in tangenziale a gennaio (li almeno è Milano): io evoco gli spiriti maligni di ogni religione per il panorama mancato su tutte le Alpi fino alle Dolomiti, loro, nella fattispecie due genitori e un bambino (buonissimo e calmissimo), si siedono sulla panchina che darebbe sul belvedere (visibilità un metro!) tirano fuori il loro pane nero, il formaggio avvolto nella tristissima pellicola argentata e mangiano in silenzio senza neanche guardarsi, tanto sono impegnati a rimirare il muro di nebbia davanti a loro. Che invidia per loro, per la loro semplicità. Magari hanno capito tutto. Del resto, sull’ormai famoso mattinale dell’albergo, una pagina titolava così “LA FELICITA’ E’ UN SOTTOPRODOTTO. Temo non fosse il solito errore di traduzione.
Vacanze
Pace e bene a tutti…
A piedi
Camminare per Firenze di sabato, osservando la gente indignata per il caldo atroce, mi piace. Facce devastate che ti guardano cercando un'occhiata complice che li faccia sentire ancor più indignati ma non soli. Sono gli stessi che a giugno, quando pioveva sempre e faceva freddo come a marzo, imploravano l'arrivo dell'estate. Tutti si indignano per tutto da queste parti, ma nessuno fa niente. Io mi salvo con lo shopping. In questa arte che pochi conoscono e in cui tutti credono di essere maestri, il momento decisivo è l'entrata. Varcata la soglia del negozio si sente una botta allo sterno provocata dal gelo dell'aria condizionata. Quello è un buon negozio. Se poi non arriva subito il commesso a chiederti: "posso aiutarla?" allora è perfetto. Li si deve spendere. Peccato che ormai le vecchie botteghe fiorentine, che fossero di abiti e scarpe fatte con sapienza secolare, di libri con librai gentilissimi e informati o di dischi gestiti da vere bibbie della musica, non esistono più. Ci sono solo negozi di stracci e ciabatte o pessimi ristoranti da turisti per un giorno. Firenze era la città dove avrei voluto abitare. Ora, girovagando per le sue vie deserte e i suoi cartelli "affittasi", vedo solo degrado mischiato a tristezza infinita.
Pianismo dirigente
Pessimo servizio reso alla musica dal pianista, anche di valore, che vuole suonare e dirigere insieme. Il grande direttore non è mai un grande pianista (salvo Leonard Bernstein che nessuno ha mai capito cosa fosse; il tutto dico io). Il grande solista non avrà mai tempo per dirigere davvero nessuno se non se stesso. I grandi pianisti che hanno abbandonato lo strumento per dirigere, ammettono inconsciamente di aver fallito. Anche da direttori non lasceranno il segno. Ma oramai nessuno lo lascia più "quel segno". Leggo spesso recensioni entusiastiche che crollano al primo ascolto. Ultima e colpevole di avermi estorto queste poche righe, la brava pianista canadese Angela Hewitt che insieme all'Orchestra Sinfonica della Rai ha eseguito recentemente alcuni concerti di Bach per violino e orchestra ( trascrizione per pianoforte fatta dallo stesso Bach). Se il pianismo è da considerare uno dei migliori in circolazione, per quanto riguarda la direzione, non ci siamo proprio. Un Bach anonimo che stanca da subito. Dinamismo azzerato sull'altare della noia.
P.S. Quando dirigono violinisti e violoncellisti è anche peggio…
Avviso
Ogni giorno dalle 19 alle 19 e 30 mi addormento sotto effetto del Reactine, potentissimo e fighissimo antistaminico antiallergico. Solo lui mi ha fatto smettere di starnutire in modo ossessivo dopo anni vissuti come una nota in una partitura reichiana. Dormo e sogno Robert Schumann che mi deride.
Pregasi non disturbare.
Non è mai finita fino a quando non è finita
Mentre scrivo queste righe John Isner e Nicolas Mahut stanno giocando la partita di tennis più lunga della storia di questo sport: il punteggio è di 54 game a 53 nel quinto set. Non c'è tiebreak nel quinto set di Wimbledon e i due giocatori stanno giocando da due giorni. Isner ha battuto dall'alto dei suoi 2,06 metri di altezza qualcosa come 93 aces, Mahut "solo" 84… complessivamente stanno giocando da più di nove ore. Potrebbe anche non finire oggi…
Aggiornamento: partita stoppata sul 59 pari e altro record. Mai nella storia del tennis una partita era stata sospesa per due giorni consecutivi…!!
Dopo 11 ore e 5 minuti è finita davvero! Isner vince il match dei record per 6-4 3-6 6-7 7-6 70-68