Il caldo, una noia

Non uscire

Bere solo acqua

Mangiare molta frutta e verdura

Non fare nessun tipo di esercizio fisico

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Fine della tempesta

Negli ultimi mesi ho ascoltato la musica di E.S.T. per giornate intere. Loro e Brahms. Il formidabile trio fondato dal pianista svedese Esbjorn Svensson mi ha colpito per la liricità con cui si è affermato nel panorama della musica improvvisata. Nella loro produzione dal vivo e in studio (13 album, l’ultimo appena finito di incidere) hanno filtrato perfettamente poesia e caos, restituendomi una cosa bella che aveva perso: una tempesta elettrica chiamata jazz. Sabato scorso Esbjorn Svensson è morto a 44 anni, mentre faceva il sub. Me ne dolgo davvero.

Dieci modi per dirlo

Il verificarsi di almeno uno dei seguenti fatti certifica l’assoluta impossibilità di instaurare una qualsivoglia relazione amorosa con una donna:

Quando scrive ti manda "un abbraccio"

Le fai domande dandole del "tu" e ti risponde dandoti del "lei"

Ti parla spesso dei suoi fidanzati e delle sue storie e chiede consigli dicendoti: " tu che sei un uomo"…

Ti saluta quando sei con amici e ti ignora quando sei solo

Dice ad alta voce e in presenza di altri: "non ho mai visto un film porno"

Se le fai un regalo si precipita subito a comprare qualcosa dell’esatto importo per sdebitarsi

Ti fa gli auguri di compleanno il giorno prima per togliersi il pensiero

Ti fa uno squillo per essere richiamata

Non le piacciono i New Order

Non le piace Brahms

Nadalite

Roger Federer ha perso la terza finale consecutiva al Roland Garros e io sono affranto. La "nadalite" ci ha colpiti in pieno, a noi tifosi dello svizzero e a lui medesimo. Certo ci sono altre cose più importanti, ma il modo in cui è stato "trattato" da Nadal mi ha colpito al cuore. Spero tanto non sia il canto del cigno di uno dei più fenomenali colpitori nella storia del gioco. Dico colpitore per sottolineare la totale mancanza di tattica che ha caratterizzato quasi tutte le vittorie e sconfitte dello svizzero. O sovrastare talmente il proprio avversario, brutalizzandolo a velocità doppia o ottusamente insistere a cercare di sfondare un muro umano di muscoli che rimanda tutto con effetti mancini che fanno sembrare la tua parte di campo enormemente più grande. Quattro game in tre set non offrono tanti alibi e lo stesso Roger che quasi si autoconvinceva nelle interviste prima della finale che "questa fosse la volta buona… la giusta tattica…!?" ha ammesso la disfatta. Lui, il cinque volte campione di Wimbledon, con un palmares di 12 slam incredibilmente vicino al record "monstre" di Sampras.  Il vecchio "pallettaro" Higueras riciclatosi allenatore non è servito a niente. Troppa differenza fisica, troppo diverso il tipo di approccio alla terra battuta da parte di un giocatore che dovrebbe usare la tecnica e la testa contro uno dei migliori giocatori da campi lenti di tutti i tempi, ancora imbattuto dopo quattro Roland Garros consecutivi. La velocità, certo. La palla corre molto più veloce e se un tempo Panatta si poteva permettere di far impazzire Borg a forza di attacchi tagliatissimi e smorzate, oggi forse non è più possibile. Tutto si fa molto più breve e meno pensato. Tutto ti viene sbattuto in faccia in modo supersonico. Nadal ha sbattuto in faccia a Roger la sua gioventù e i suoi ipertrofici muscoli. Scrivo ovvietà che ogni appassionato del gioco conosce; la speranza era che fossero ovvie anche per Federer. Mi sarebbe piaciuto vederlo perdere come Mc Enroe perse la finale del 1984, sempre all’attaco anche quando "non ne aveva più", cotto dal sole, dalla sua follia e dal proprio intollerabile genio. Invece no, ha perso rintanadosi nell’angolo sinistro del campo a rimandare inutili palle incrociate che da anni (forse non se ne è ancora accorto) cadono esattamente su quel colpo formidabile da pelotaro basco, che è il diritto di Rafael. Spero in un pronto riscatto sull’erba ma sono scettico: lo scorso anno vinse per un pelo facendo il fenomeno nel quinto set, quest’anno, perdurando lo snaturamento da parte degli organizzatori di Wimbledon del gioco su erba (palle più grandi e erba più alta) potrebbero verificarsi sorprese. Anche Borg dopo cinque anni di dominio perse da un mancino.

                                                                                              Ufo a Firenze

ufo