Trentottesimo consiglio

Prima di coricarvi, ascoltate "Summa for strings" di Arvo Part. Ripetere per almeno tre volte.

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Lacrime di Roger/2

Pur avendole tentate tutte per non vincere il Roland Garros, questa volta è andata bene.  Raggiunto Sampras a quota 14 dunque, con molte possibilità di fare meglio da parte di un giocatore ancora giovane e in ottime condizioni fisiche (lui vinse il quattordicesimo titolo a 31 anni). Storico ingresso nel sestetto dei giocatori che hanno vinto almeno una volta tutti e quattro i titoli. L’ultimo era stato giusto dieci anni fa Agassi che oggi ha consegnato la Coppa dei Moschettieri al vincitore. Larime di gioia, quindi.

Addio, Cole

In uno dei miei film preferiti, David Carradine interpreta Cole Younger, il bandito confederato che insieme ai fratelli James costituì una delle più temibili bande della storia del West. Ne "I cavalieri dalle lunghe ombre" (The long riders, 1980, regia di Walter Hill) Carradine è magnifico nell'interpretare un certo modo di essere fuorilegge e combattente devoto e inossidabile per una causa persa. La sua "ghigna" nel disprezzare i nordisti e gli ex amici che lo abbandonano dopo l'ultima rapina andata male è la ciliegia sulla torta di un film girato e recitato da maestri. Uno dei migliori western di sempre. I magnifici rallenti che omaggiano il genio di Peckinpah e il suo Mucchio Selvaggio, ( ampiamente copiati da John Woo, anni dopo) immortalano una delle più grandi facce del cinema americano. Famoso per la serie tv diventata un culto, "Kung fu" e per essere il perfido Bill nei due episodi di Kill Bill di Tarantino, Carradine ha lavorato con Scorsese e Bergman. Ricordiamolo così: al galoppo verso la sconfitta.