Vocabolario/3

"Non ti fai mai sentire" (vedi anche che fine hai fatto): frase usata nel periodo delle feste natalizie da persone incontrate casualmente dopo anni (parenti lontani, ex amici, ex fidanzati/e, ecc…) . Lo scopo della frase è far credere all’interlocutore di avere un qualsiasi interesse nei suoi confronti, di soffrire per la sua assenza e di stare in pena per lui. Chiaramente un falso, una messa in scena al fine di creare un senso di colpa in quel preciso periodo dell’anno. E’ dimostrato che la stessa persona, in altri periodi dell’anno, fingerà di non riconoscere il parente lontano, l’ex fidanzato/a, l’ex amico/a, ecc… 

Natale Barocco

Nell’augurare a tutti un Buon Natale, consiglio caldamente l’ascolto delle "Overtures" di Jean-Philippe Rameau. Agevolano l’appetito senza danneggiare l’organismo…

Proposta commerciale

Questa notte Dio mi ha fatto visita. Bell’uomo, bel vestito di taglio sartoriale e poca barba, al contrario di tutti gli stereotipi. Era in versione piazzista, voleva vendermi un nuovo tipo di anima: "Caro Andrea, lei mi è stato segnalato tra milioni di anime in attività, come una delle più bisognose. Lei è troppo buono, troppo generoso con gli altri, si concede al prossimo in modo del tutto inadatto ai tempi. In breve ci sta rovinando la piazza. Sto facendo di tutto per incattivire la vostra razza e devo dirmi bravo, state andando alla grande, però, vede, sono un perfezionista, lei, Andrea, mi manca dalla lista. La deve smettere di soffrire per gli altri, di star male se il prossimo ascolta cattiva musica o legge pessimi libri, Cristo Santo! ops… mi scusi… la faccio comporre io quella roba, per imbarbarirvi ancora di più. E la smetta di regalare bei libri a tutti quelli a cui vuole bene. Salvo rare eccezioni, loro non gliene vogliono, e il mio direttore editoriale perde clienti!"

 "Mi scusi, ma… se posso…

"Faccia parlare me, per favore. Le faccio una proposta che non potrà rifiutare: Anima nuova di zecca, gelida e inattaccabile sotto tutti i punti di vista. Azzerati ricordi, sensi di colpa, illusioni perdute, e tutte quelle, mi permetta, cazzate, che le rovinano la vita. Il senso del bello sarà adeguato al suo tempo, si… insomma… glielo resetto, sarà uniformato al gusto comune. Mi voglio rovinare: in omaggio le regalo e sottolineo le regalo, un nuovissimo navigatore satellitare God-God che pochi sulla terra hanno. Mappe aggiornate di tutto il pianeta, compreso, mi segua bene, quelle di Paradiso, Inferno e Purgatorio con voce guida di Benigni. Un oggetto straordinario che tutti le invidieranno. Tutto questa non le costerà niente, per ora. Pagherà tutto quando mi renderà l’anima. Prima o poi succederà, glielo garantisco.

"Non riesco a capire se…"

"Non mi risponda subito, ci rifletta e mi faccia sapere. La contatto io…"

Sopravvivere a dicembre

Cosa fai per Natale? Dove vai per le feste? Vai dai tuoi? Venite da noi? Hai già comprato i regali? Il Natale mi deprime… Adoro il Natale! Cosa ti hanno regalato per Natale? Facciamo il regalo anche a lui? Lui ce lo farà? L’anno scorso cosa… ti ricordi? E a lei?  E’ impossibile farti un regalo!! Per la vigilia fai qualcosa? E per l’ultimo dell’anno? Facciamo un viaggio? Invitiamo tutti da noi? Prenotiamo? Partiamo?

Alla meta, alla meta!

L’insuperata musica verbale di Thomas Bernhard sarà in scena il primo e 2 dicembre al Teatro Studio di Scandicci. Con la  produzione del Teatrino Giullare (premio Ubu 2006) verrà rappresentato "Alla Meta", uno degli scritti teatrali più oscuri e inquietanti dello scrittore austriaco. Per chi è in Toscana, da non perdere…(info 055751853)

Vocabolario/2

Io voglio che siamo solo buoni amici (vedi anche: non farti più sentire, nè vedere): tipo di frase finto-buonista (vedi anche veltroniano) spesso usata in forma di brevi messaggi di testo(sms) o di posta elettronica…

Vocabolario

Parlare sul morto (vedi anche sciacallaggio): dichiarazione a fini mediatici in uso a personaggi della poltica di alto e basso rango in occasione di eventi luttuosi tipo morti sul lavoro, morti di militari e morti di tifosi del calcio…

Emilio compra una tazza e viene a bere da me

A casa mia. Pomeriggio. Suonano alla porta, apro. E’ Emilio. Tiene in mano un pacchetto:

"Ciao Andrea, disturbo?" Sono sorpreso lo credevo in Svizzera.

"Ciao… che sorpresa… stavo giusto per…" Entra tenendo stretto il pacchetto.

"Visto che viviamo in un paese quasi privo di sistema postale, sono venuto di persona"…

"Dicevo che stavo giusto per chiamarti… non mi hai fatto sapere se hai ricevuto il…"

"Ricevuto un bel niente… soltanto l’avviso. Un foglietto giallo che certifica il fatto che il pacco è andato perso. Al massimo se lo saranno rubato."

"Siediti dai…" Si distende sul divano più grande senza mollare il pacchetto. Mi guarda fisso:

"E le mie risposte? Mica avrai spedito per posta anche quelle?"

"No… no…, ecco… io ti avrei scritto. Ma sono troppe… ci devo riflettere. Previn, Karajan, Kremer e Nono… come faccio? Mai stato neanche a Bayreuth, figurati…"

Si stende ancora di più sul divano. Sembra fatto su misura per lui. "Non preoccuparti…, ho tutto il tempo. Ti ascolto…"

“Nel pacchetto c’è quello che penso? La tazza del genio?

“ Già… quasi me ne dimenticavo… tieni…”

Apro il pacchetto e spunta il faccione svizzero di Roger Federer con la coppa di Wimbledon in mano.

“Fantastica, Emilio…! Grazie davvero… una tazza da -colazione dei campioni-… vorrei ricambiare con qualcosa, visto che il libro spedito mesi fa non credo ti sia mai arrivato…”

“Solita storia… proprio no, Andrea. Che cosa era?”

“La serie Schonberg, di Glenn Gould…”

“Speriamo di aver fatto felice qualcuno… magari qualche dipendente delle poste si appassiona a Schonberg”

“Emilio, la prossima volta consegnerò a mano anche io… promesso.

“Intanto mi prendo il tuo divano” dice, allungandosi e sistemando i cuscini sotto la schiena. “Allora…? Ti sei fatto una idea su quello che ho scritto?”

“Su certe cose si…, Previn versus Haitink per esempio…

“Bene…, attacca…”

Previn nel suo periodo alla London era amatissimo dall’orchestra, tanto che quando l’amministrazione decise di licenziarlo, per le sue negligenze in fase di programmazione dei concerti, gli orchestrali si schierarono in sua difesa, minacciando l’estinzione dell’orchestra…”

“L’estinzione c’entra sempre eh?”…

“… si, insomma… fu un -caso- all’epoca-…, lo reintegrarono…

Emilio mi guarda, si gratta la testa: “d’accordo ma cosa c’entra con Haitink?”

“Previn era ed è, riguardo alla conduzione d’orchestra, un maniaco delle prove, soprattutto in quelle di accompagnamento all’esecuzione dei concerti per solista e orchestra. Molti orchestrali lo hanno odiato per questo. Anche Askenazij lo ha confermato. Solo la London che si era -battuta- per lui, poteva supportarlo a quel modo.”

“Teoria che conferma la bontà di quella incisione ma non la pessima esecuzione di Haitink,” fa Emilio togliendosi la giacca.

“Haitink è un sinfonista e un grande ma sottovalutato direttore d’opera. Le sue cose migliori sono a mio avviso Beethoven, il primo ciclo delle sinfonie edito da Philips, Brahms, Mahler, Bruckner. Quando dirige con un solista vicino, secondo me, sembra che stia seduto nel pubblico. Si annoia a non essere l’unica star…”

“Mi hai convinto: Previn altruista, Haitink titano assoluto.” Dicendo queste parole, Emilio si gira su di un fianco quasi a cercare la posizione migliore per schiacciare un pisolino.

“Hai… mm…, citato Beethoven. Che mi dici dei cicli e ri-cicli karanjani?"

“Che vuoi che ti dica… il direttore col jet personale doveva fare fatturato… ogni decennio doveva uscire un’ integrale. In questo sono vecchia maniera: non ho mai comprato il duo Karajan Philarmonia, magari sbagliando. Questa cosa che i tedeschi si alleano con gli inglesi in musica non mi è mai andata a genio. Sembrano così distanti…”

“E allora Kemplerer?”, fa Emilio. “ chi c’era più tedesco di Otto? Eppure ha fatto cose storiche con quell‘orchestra.”

“Hai ragione… ma lui non aveva i Berliner in pugno e a disposizione come Karajan. Il ciclo registrato negli anni settanta è il primo in cui vengono utilizzati i ritrovati più recenti della tecnica stereofonica. Karajan da direttore a molte dimensioni, ha sfruttato appieno queste novità, incidendo la storia, qualcuno parla delle nove sinfonie di Karajan…”

“Per cui non mi aiuti, neanche sul requiem…?

“Temo di no… anzi ti confondo le idee dicendoti che il migliore per me è proprio quello inciso da Kemplerer e la Philarmonia, con un gruppo di cantanti di classe superiore, tipo la Scwarzkopf e Fischer-Dieskau…"

“Sei un bel tipo…"

“Che fai? Mica ti starai annoiando? Stai quasi dormendo…”

Ma no…! Penso a cosa mi rifilerai su Wagner… forse è meglio passare oltre”

“Wagner non è un problema, per me, per ora…”

“Questa non l’avevo mai… mmh…(sbadiglia), sentita”. Mi guarda con un occhio solo.

“ Mi sono promesso di non toccare Wagner prima dei cinquanta anni. Magari è stupido ma sento che devo fare così… mi accompagnerà in vecchiaia. Tutte le volte che provo ad ascoltarlo mi sento inadeguato, mi svuota dopo neanche mezzora. Credo che il 2017 sarebbe perfetto, più per me che per te.”

“Allora ci andremo insieme… ci serviranno delle badanti però…

“Giovani e vikinghe” faccio io.

“Pazienti e appassionate… di musica, s’intende” risponde Emilio. Ormai mi parla a occhi chiusi. Credo sia stanco del viaggio.

“Vuoi riposarti un po’? Ti sveglio per cena… prenoto da qualche parte…”

“No, no figurati… mica abbiamo finito… Quel russo lì non lo capisco mica tanto… è a doppia faccia…”

“Chi Afanassiev… giusto?”

“… … si, …”

“Immagino ti riferisca alla sua attività di romanziere?”

“Si… ma non solo…, vuol fare anche l’attore… recita in teatro accompagnandosi al pianoforte.Troppe cose e poco tempo per lo studio…”

“ Questo vale per ogni esecutore direi…, comunque per il poco che ho sentito, io noto amante dei “morti”… sembra un pianista dotato, molto moderno, freddo più di un iceberg siberiano. Resto, tra i viventi, per Zimerman.”

“Già, già… Zimerman… potresti farmelo sentire… magari in una incisione in cui si era svegliato dalla parte giusta del letto.”

“Qual è quella giusta? Io spesso penso che siano entrambe sbagliate, ma ascolta il primo di Brahms con Bernstein e ti ricrederai. Vado a cercarlo."

“ Scappi per non dirmi cosa si sono detti Nono e Kremer?”

“ No… andavo soltanto a rovistare tra i cd… non si lasciano mai trovare e io li ricompro… uguali. Ho una collezione di -doppie e triple copie- invidiabile… poi non saprei proprio cosa dire su loro due. Nono l’ho sempre frequentato poco, sono diffidente. Politica e musica. Dovremmo parlarne qualche volta. Kremer è un gigante, scelte di repertorio non convenzionali, magistero tecnico. Il migliore. Ho ordinato le sonate di cui parli, vedremo… magari faranno parte di qualche “ascolto” futuro.”

“Mentre cerco Brahms ti verso da bere?

Emilio ha abbracciato uno dei cuscini del divano: “Non resisiti eh? Vuoi provare la tazza? E proviamola allora… un caffè mi sveglierebbe un po’…”

“Magari divento bravo come Federer… magari la tazza ha poteri nascosti… insieme al caffè ti porto anche una grappa di Brunello, funziona meglio.”

Esco dal soggiorno e vado in cucina. Dopo aver messo il caffè sul fuoco, cerco il cd di Zimerman. Lo trovo stranamente in fretta. Mi torna in mente una frase di Wittgenstein di cui non ho mai trovato la spiegazione, pronunciata proprio ascoltando un pezzo di Brahms e riguardante i musicisti dell’ottocento e il piede caprino. Forse Emilio ne sa qualcosa. Il caffè è pronto, lo verso e rientro in soggiorno.

“Sai cosa volevo chiederti da tempo…?… Emilio…?”

Dorme, sembra morto. Mi avvicino per sentire se respira. Sbuffa leggermente quanto basta per rassicurarmi. Mi siedo in poltrona e appoggio il suo caffè sul tavolo.

Mentre bevo dalla mia nuova tazza penso che il divano è esattamente della sua misura. (fine)

"E ora veniamo al calcio giocato"

L’unica forma di cordoglio disponibile per la morte del tifoso laziale sono state, per una volta, le tette non in vista della Ventura…

tutto il resto era uguale ad ogni altro morto del calcio…