Vendetta alla francese

Quanto è dolce la vendetta che arriva travestita da lolita. Per un esteta dell’odio come me, per un cultore dell’astio anche oltre la vita come io sono, vedere il film "la Voltapagine" è stata un’esperienza appagante al di là di ogni aspettativa. Film perfetto in tutto: gli interpreti, il contesto della storia, la perfidia del piano messo in atto dalla giovane aspirante concertista delusa. Ogni attimo della visione dona gran gaudio e speranza per il futuro. La prima parte, glaciale come il miglior Haneke, mostra una giovanissima protagonista interrotta sul più bello del suo saggio pianistico, dalla vanità della concertista che la deve giudicare. Tornerà a casa in lacrime dove, nella scena più bella del fim, riporrà nella scatola, il busto di Beethoven tenuto sul piano, chiuderà a chiave lo stesso, deponendo sulla tastiera il panno protettivo con la dolente grazia con cui si chiudono gli occhi ad un morto e uscirà in silenzio. Non suonerà mai più, e  inizierà a pensare alla vendetta. Il regista Denis Dercourt, violoncellista, insegna musica al conservatorio di Strasburgo.

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