La corda

"Per gli ammortizzatori sociali gli stanziamenti del governo sono largamente sufficienti e ne abbiamo di riserva una quantità oltre l’ immaginabile. Non deve esserci preoccupazione per il futuro…" ha detto Tremonti. ( Corriere della Sera 7-09-09)

Oltre l’immaginabile c’è la corda con cui si impiccano gli operai che perdono il lavoro.

Richiami e Ripassate

I miei genitori sono sempre stati troppo buoni con me: si sono tenuti un esemplare unico e difettoso. Poco veloce e mal frenante, mi sono distinto solo nel consumare tutto quello che avevo intorno. Avrebbero dovuto richiamarmi per una drastica manutenzione anni fa.

Domani anche io andrò a farmi dare una "ripassata". Solite cose: il mal di schiena, lo stress… non essendo un uomo ricco eo di potere è quasi inutile precisare che il mio massaggiatore è un bestione con mani pelose e d’acciaio.

Prossimo mio

A volte da buon compulsivo dell’acquisto, compro libri soltanto per il titolo. Era successo così alcuni mesi fa con il libro di Luigi Zoja, "La morte del prossimo". Ora, finito l’illuminante libello, mi torna in mente una frase di Baumann: "le connessioni non sono relazioni". Tutto torna, tutto si ritrova, nei libri e non solo.

Proverbio tennistico

Chi urla sempre "c’mon!" non vince mai.

Vecchio Holden

Ora non dovrà più nascondersi…

Estensione del dominio dell’ipocrisia

"…Oggi anch’io sono ebreo…" (R.Schifani)

Coglioni

Finalmente iniziati gli Australian Open, mi distolgono da pensieri neri e sempre uguali. Anche il tennis italiano, quello maschile, versa nelle stesse nerissime condizioni. Cinque signorini al primo turno e cinque eliminati. Persino la speaker di Eurosport news, questa mattina, in un lapsus tra i più riusciti che abbia mai sentito annuncia: "Brutte notizie per i coglioni del nostro tennis". Certo intendeva colori, ma ha reso benissimo l’idea. Meglio come al solito le signore, tutte al secondo turno. E’ cosa risaputa: il tennis femminile è un altro sport.

Baby amore pipì popò

Archiviato un arido Natale che mi ha confermato tutto quello che penso dell’altro, inteso come "amato prossimo", resta una domanda fondamentale: come si pùò chiedere a Babbo Natale un bambolotto che emette rutti, russa e spara un liquido giallo dal culo come se fosse un malato terminale?