Quarantaduesimo consiglio

Ascoltate ripetutamente Altitudes dei Rubik…

La Crisi

Calano i consumi, strombazzano tg e giornali. Indietro dieci anni proclamano le associazioni commercianti. E allora perchè un povero diavolo che vuole fare un regalo alla sua signora, si sente dire dalla commessa velin-tettona di un notissimo negozio fiorentino di scarpe e borse: " troppo tardi signore, sono stati tre giorni da paura… abbiamo finito tutto…"

Gioie del Natale

La Barbie con videocamera integrata. Auguri a tutti.

Il comizio. Una noia

Sfinito dal "nulla" prenatalizio, siedo sul divano ascoltando un pò di musica. Anche a basso volume per non disturbare la mia signora, il quarto di Beethoven è sempre un ottimo ricostituente. Accendo la televisione senza voce e incoccio nel segretario del partito democratico che arringa la solita piazza. Mi metto ad osservarlo così in "mute". Mimica incazzata come si confà ad un politico in cerca di voti e consensi, ditino alzato in stile "mica mi fregate a me, son laureato!" e ogni tanto qualche pugno alzato che non fa mai male. Quanti ne ho visti di questi signori. Da bambino con mio padre, ogni tanto partecipavo a qualche manifestazione. Belle giornate in cui ci sentivamo tutti parte di qualcosa. "Prendile come una gita", mi diceva mio babbo, " tanto quelli là sul palco resteranno sempre in alto e noi sempre in basso a sperare". Il vecchio comunista aveva ragione. Ho imparato quasi subito che passati gli abbracci collettivi della piazza, ognuno tornava al suo livello. Quelli sul palco in alto, con i loro privilegi, gli operai a lavorare, anche per loro. Oggi che il lavoro manca a parecchi, gli stessi dicono che dobbiamo rimboccarci le maniche. Prevedibile. Anche senza audio so già quello che dice e dirà, il segretario. Più di questo, meno di quello. Cambiare, dare futuro, speranze alle nuove generazioni (ancora!?), qualche insulto sparso al governo che è la cosa più "di governo" che si possa dire, il tutto elencando i vari punti con le dita della mano. Insomma finite le dita, finite le invettive. Anche il tennis ormai lo guardo senza audio. I nuovi commentatori sono noiosi e gli ex giocatori anche peggio. Quando vedo una partita e non giocano quei tre o quattro che pensano con la loro testa e hanno la manina benedetta, so già cosa faranno. Quelle poche cose basilari che servono per galleggiare nel professionismo dei primi cento. In politica è lo stesso: atteggiamenti da duri e puri, pugni al cielo e nessuna inventiva. Poi tutti insieme sul palco a guardare sorridenti le bandiere che sventolano: "li freghiamo anche stavolta questi qua sotto". Aumento appena il volume mentre il segretario e gli altri gaudenti salutano, sento che ora, dopo Fossati e la Mannoia, hanno adottato Neffa. Non vinceranno mai.

Meglio soli

Ultimamente sento evocare spesso la parola generazione (odore di elezioni?). Le nuove generazioni, generazione senza avvenire, generazione senza pensione e/o senza casa, generazioni a cui qualcuno, per disegni oscuri, vuole negare il futuro. Tutto questo vittimismo da "posto sicuro" mi rende felice di non averla avuta, né voluta, una generazione.

Al cinema (Last night)

"Ma… che cosa non ha funzionato tra noi…?

"…la geografia… direi…"

Rapporti umani

Sempre più spesso immagino le relazioni tra persone come inutili tentativi di interrompere una solitudine in rottura prolungata e perenne. Meglio una noia non corrisposta.

Quarantunesimo consiglio

Sarebbe imperdonabile non avere "Sonetti e poesie sparse" di Walter Benjamin, appena pubblicato da Einaudi.

Filmetto

Ieri ho visto un filmetto di Carlo Mazzacurati. La Passione si chiama. Ambientato in una Toscana macchiettistica che odio da sempre (perchè la conosco davvero) e interpretato dal monocorde Silvio Orlando, racconta la storia di un regista in cerca dell'ispirazione perduta mentre l'amministrazione di un paesino della Toscana lo obbliga (per riparare a un danno fatto all'affresco della chiesa) a rappresentare la recita paesana sulla Passione. Battutismo in stile Pieraccioni e un Corrado Guzzanti che rifà Quelo. Da qui a " film di interesse culturale nazionale" come si legge nei titoli di coda, ce ne corre.