Corsi, ricorsi e leonesse

Come nella migliore tradizione della ben nota "realtà romanzesca" (Clerici docet) il Roland Garros di quest'anno, giunto alla seconda, decisiva settimana, si scrolla di dosso la noia di una finale già annunciata grazie al solito, enorme, Robin Soderling. Il bestione svedese interrompe una striscia impressionante di 23 semifinali consecutive da parte dello svizzero: doveva succedere prima o poi. I due finalisti dell'anno scorso hanno giocato quattro set di grande livello tecnico e lo svedese ha praticamente ripetuto la performance straripante dell'anno passato, quando cambiò i connotati (tennistici) a Nadal. Un Federer buono ma alla fine impotente esce dal torneo per mano di chi glielo aveva fatto vincere l'anno scorso.

 Ancora più irreale e fiabesca la zampata della "leonessa" Francesca Schiavone che entra dopo 56 anni nelle prime quattro di Parigi. Grande partita e lezione di tennis alla pastorotta Wozniacki (n.3 del mondo), già provata dalla dura lotta nel turno precedente con Flavia Pennetta. Entrambe la prossima settimana saranno tra le prime dieci del mondo.

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