Serial G ( appunti per un’ indagine)

 

Firenze, 13 Aprile 2003

 

Da: Squadra Mobile Firenze1

A: Procura di Firenze Terza Sezione Distaccata

Oggetto: Rapporto indagini caso "morti anonime"

Responsabile delle indagini: Isp.re Terenzio Giusti Rep.Operativo S.M.

 Egregio Giudice le trasmetto, con la presente, resoconto dettagliato delle mie indagini, facenti oggetto i casi, noti come "morti anonime" e riguardanti la sopraggiunta morte cerebrale dei seguenti uomini:

Andrea Morelli di anni 41

Giampaolo Crotti di anni 37

Salvatore Finnico di anni 30

Massimiliano Righi di anni 43

Le prime tre vittime erano tutte residenti a Firenze. La quarta a Bologna.

"Un saluto e un bacio dalla vostra diggei preferita. Restate sintonizzati, a domani…

Bye, bye." Si toglie le cuffie, le sbatte sul mix. Raccoglie i suoi cd. Lei non usa quelli della radio. Quelli di tutti. Infila tutto nella borsa. Sta per uscire dallo studio, si ferma, torna indietro, guarda il computer. Sembra che aspetti qualcosa, un messaggio, una risposta.

Ancora un minuto. Si alza ed esce.

Il mio ufficio ha iniziato a seguire il caso, prima come consulente informatico esterno in appoggio alla Squadra investigativa dei Carabinieri della Stazione di Scandicci, dove il Morelli, la prima vittima, abitava, senza risiedere legalmente, in un monolocale in via Ma scagni 3. Il Maresciallo Corti aveva richiesto un nostro intervento, per analizzare il contenuto del computer del Morelli, in cerca di eventuali contatti e/o indizi. La vittima era stata trovata nel suo appartamento in stato, così i medici, di morte cerebrale. Fisicamente integro, senza segni di percosse né violenze. La vittima era stesa sul letto, vestita. Dalle analisi è risultato avere ingerito una strana sostanza, simile, così i medici, ad una droga allucinogena in forma pura. Un campione è stato inoltrato al Laboratorio Generale di Chimica a Roma.

"Finalmente ci incontriamo, allora" disse lei

" Vorrei fosse già stasera" rispose Andrea

"Vedrai che rimarrai deluso, mi hai idealizzata… troppo… Andrea"

" Sono sicuro di no… e poi ti ho già visto… in foto" rispose.

"E’ diverso. Dal vivo non avrò la mia voce per distrarti. Mi fisserai, mi studierai. Sarà un esame…"

" Allora giuro. Giuro solennemente che non ti fisserò, ti guarderò solo. In attesa di un bye bye"

Il bye bye era il loro segnale. Si erano scritti mail per molto tempo e avevano stabilito che quel particolare saluto sarebbe stato solo per lui, una specie di segnale. Un cedimento delle sue difese. Lei non usciva mai con gli ascoltatori della radio. Quasi mai.

Le indagini sono statemi affidate come responsabile, dopo circa un mese, allorché il corpo in stato anch’esso di morte cerebrale, di tale Crotti era stato ritrovato, prima dai Pompieri, chiamati da un vicino e in seguito dalla Polizia, privo di conoscenza nel proprio appartamento, sito in Via Poliziano 23 a Firenze, in stato, anch’esso, così i medici, di morte cerebrale. La vittima era stesa sul letto, vestita. Il Giudice Carli, assistente del Suo ufficio, riscontrando una netta somiglianza nei due casi, mi aveva ufficialmente affidato le indagini.

Analizzando la vita, in base alle testimonianze di amici, parenti stretti, vicini di casa, delle due prime vittime non ho, in un primo tempo, riscontrato, fatti che mi portassero a dare un risposta sul perché di queste strane morti ( Giudice, ora e nel prosieguo del mio rapporto, parlerò di morti, anche se tecnicamente le vittime sono vive e ancora tenute in vita da macchinari, all’Ospedale di Careggi). Il Morelli e il Crotti, erano due persone rispettabili, svolgevano lavori diversi, uno, l’agente di commercio e l’altro il geometra. Nessun precedente penale, alcune pendenze con il fisco, contestate al Morelli in sede civile e una denuncia per querela, poi ritirata, per il Crotti, per omessa denuncia in un cantiere in cui era direttore dei lavori. Unico punto in comune, l’essere, entrambi, separati dalle rispettive mogli. Io e i miei uomini, gli investigatori Ruschi e Logini, abbiamo scandagliato i conti correnti bancari delle due vittime, in cerca di prelievi sostanziosi in contanti, che potessero ipotizzare una forma di ricatto o di persecuzione. I risultati sono stati negativi. Un unico particolare in comune: le utenze telefoniche fisse, presentavano un traffico internet intenso. Abbiamo così analizzato entrambe i dischi rigidi dei computer alla caccia di eventuali tracce. La lettura dei file di posta elettronica ci ha dato un primo riscontro.

Entrambe le vittime, erano in contatto con una donna, una conduttrice radiofonica di una nota emittente cittadina, Radiotua. La donna in questione, Erica Sostegni, residente a Firenze in via Bolognese 67 è stata da me interrogata, in data 263 ( troverà il resoconto dell’interrogatorio, negli atti allegati), presso la sua abitazione. La Sostegni, si è mostrata stupita dalla mia visita, ma disponibile. Ha ammesso subito di essere in contatto con le due vittime, è rimasta molto colpita ed è sembrata sinceramente addolorata degli avvenimenti. Mi ha confermato di intrattenere una specie di corrispondenza con le due vittime, essendo, loro stessi, assidui ascoltatori della radio e della sua trasmissione in particolare. Mi ha altresì confermato di non averle mai incontrate di persona.

Su questa affermazione, Giudice, ho alcuni dubbi, che le illustro. Le ultime mail che le vittime hanno inviato alla Sostegni, contenevano un esplicito invito ad incontrarsi per, cito: "finalmente conoscersi di persona". Le risposte a queste mail, da parte della Sostegni non sono presenti nella casella di posta delle vittime e non rintracciabili nei dischi rigidi dei loro computer. Sto aspettando di vedere i tabulati dei loro cellulari e il contenuto degli sms eventualmente spediti. La Sostegni, alla domanda sul perché non avesse risposto all’invito ha risposto, cito: "Ispettore, se dovessi uscire con tutti gli ascoltatori che mi scrivono e-mail, sarebbe il mio fidanzato, il suo colpevole." Una donna spiritosa e molto sicura di sé.

Circa due settimane dopo, il colloquio della Sostegni, è purtroppo arrivata la terza vittima. Tale Salvatore Finnico, di anni 30, artigiano, piastrellista. Trovato nel medesimo stato delle altre vittime, in casa propria, in via Corridoni 41, a Firenze. Anche lui senza segni di violenze, in stato di morte cerebrale. La vittima era stesa sul letto, vestita. Il Finnico, sembra, tecnicamente, un incidente di percorso, da parte del presunto/a omicida seriale.

Dico questo, Giudice, in base ai riscontri fatti, sulla vita della vittima. Uno stile di vita, molto più semplice delle altre vite. Molto lavoro, lo stadio la domenica, la discoteca. Semplice, intendo Giudice, come gusti e interessi. Dal Finnico non abbiamo trovato un computer, né una radio. Pochi libri, al contrario degli altri. La pista su un eventuale coinvolgimento della Sostegni sembra, in questo caso decadere. Un’altra conferma della possibile estraneità della Sostegni è data dal fatto che la verifica dei tabulati dei cellulari del Morelli e del Crotti e della Sostegni stessa hanno dato esito negativo. Nessuna chiamata o sms, subito prima del giorno fatidico o durante il giorno stesso. Tutto regolare, chiamate di routine. Purtroppo, Giudice, di recente si è aggiunta una quarta vittima.

Sono stato contattato ieri dalla Procura di Bologna, che mi ha inoltrato, una prima, parziale relazione su un caso di presunta morte cerebrale. La vittima è un noto architetto di Bologna, tale Massimiliano Righi di anni 43. Attendo, un resoconto dettagliato del caso da parte dell’Ispettore Guidi, assistente della Procura di Bologna. Dalla parziale relazione che ho e dalla scheda dell’Ospedale in cui il Righi è mantenuto in vita, si tratta senza dubbio della stessa "mano". La vittima, leggo, era stesa sul letto vestita…

 

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