Ferramenta

Un paese nella provincia di Firenze. Un negozio di ferramenta. Un  uomo ed una donna dietro il banco. Un venditore con il campionario.

Luci singole su ognuno.

Il venditore, entrando:

Buonasera signori!

La donna (appoggiata al bancone): Buongiorno, dica…

L’ uomo (di spalle controllando la merce sullo scaffale): Macché dica… questo vuole vendere… non compra nulla. Buongiorno. (si volta)

L: Andrea non l’avevo riconosciuta… passa sempre al mattino…

A: Non si sa mai Giovanni, potrei anche aver bisogno… Ciao eh? Signora…

G: Ciao Andreone, come va in giro?

Si stringono la mano.

A: Clienti depressi, poco movimento… sai, i primi mesi dell’anno…

G: A Milano che dicono? Digli di smettere di dare la merce alla Coop… guarda che non ordino più!

A: Esagerato… hanno pochi articoli, nostri. E li vendono più cari!

G: E lo so…! Ma la gente è grulla. Vanno in questi centri commerciali a fare la giratina di domenica… e comprano… Poi vengono da me: Segna, mi fanno, vengo a fine mese… Segna una sega! L’ Ipercoop non segna mica… via cambiamo argomento. Non compro nulla, Andrea.

A: Ti faccio solo vedere le novità. Ho anche la collezione nuova di pavimenti in gomma.

G: Quelli li segue Luciana. Fai con lei.

L: Non si compra nulla!

G: O’ Luciana… Andrea lo sa che si ordina quando c’è bisogno… dai… vediamo…

A: Grazie Giovanni. Ti lascio i campioni nuovi dei pavimenti. Così la guardate con calma. Non facciamo perdere tempo alla signora Luciana.

L: Se non c’è l’offerta non ordino!

G (a bassa voce): Questa è peggio di me…

A: Signora la tratto bene vedrà…! Le lascio il listino con il solito sconto e l’extra!

L: Bravo! Senza extra non ordino nulla…!

G: Senti Andrea, io devo uscire. Per le colle e le vernici si fa l’ordine a marzo. Ora è magra…

A: Io lo prendevo anche subito… l’ordine… te lo fatturo a Marzo, però…

G: Che ci provi anche con me?! Siamo clienti fedeli, noi… Se ti dico che ordino a Marzo, fidati…

A: Va bene. E’ che da Milano arrivano certe telefonatine…

G: Bisogna vendere tutti… e non compra nessuno… l’è un bel mondo eh? Via… vò… Ciao. Se Luciana ti chiede gli sconti non fare il furbo, che dopo controllo… (esce)

A: Tranquillo. Ho la scheda cliente. Prendi lo sconto dell’anno scorso. Ciao…

L: In due siamo troppi! Glielo dico sempre… lui deve stare fuori a consegnare… ma non si vende… non c’è soldi… via, via… basta. Mi faccia vedere…

Entra una coppia. Lui si sorregge con un bastone. Lei lo precede.

L: Guarda chi c’è! O che non l’hai seppellito neanche questa volta?

La cliente: Macché, me l’ hanno rimandato!

Il cliente: Vi garberebbe! Mi hanno dato anche il bastone… visto che roba Lucianina?

L: Bisognerebbe dartelo in testa. Così impari a guardare, prima di attraversare la strada.

Il cliente: Zitta và… mi è andata bene.

La cliente (avvicinandosi al bancone): Allora che si dice in piazza?

L: Solite cose… che vuoi… Il marito di Laura è morto lo sapevi?

La cliente: Era l’ora, poveruomo…

L: La Paola è incinta… una femmina…

La cliente: Sei contenta?

L: Si. Anche se un nipote mi bastava. Ma che vuoi… uno solo… hanno fatto bene…

L: Di Patrizia l’hai saputo?

La cliente: Cosa?

L ( a voce bassa): Separata. Il marito stava con un’altra. Una russa… è andato via.

La cliente: Non mi è mai piaciuto, quello lì. Ogni tanto lo vedevo al negozio. Sempre attaccato al telefonino…

L: Poi c’è Giuseppe, fermo con una caviglia ingessata…

Il cliente: Donneee! Ora vi separo. Questo signore deve lavorare. Andiamo, si va.

A: Non si preoccupi. Fate pure. Aspetto.

L: Chissà che pensa di noi, Andrea. Si spettegola un po’…

A: Ma niente. Mi tengo aggiornato anche io…!

L: Che simpatico… questi rappresentanti la sanno lunga. Tanto non compro oggi.

A: D’accordo signora Luciana. Ho capito. Finisca pure…

La cliente: Allora ti si saluta, Lucianina… ma Giuseppe come ha fatto?

L (ridendo): Ho un fratello più grullo di tuo marito. Vuol fare il giovanottino… va a ballare… lui…

La cliente: A ballare?

L: Non mi fare parlare… Fa la scuola di ballo, quel bischero… il latinoamericano…

L: Mentre ballava con la maestra, voleva fare il ganzo… sai la brasiliana?

La cliente: si ho capito… ogni tanto la vedo in paese… e si girano tutti…

L: Insomma, s’è slogato una caviglia. L’hanno ingessata per via dei legamenti…

La cliente: Ora gli passa la voglia… chissà dove guardava…

Il cliente(ridendo): E lo so io icchè guardava…

La cliente: Sta zitto te! Voi uomini invecchiate male… andiamo vai… ciao Lucianina, ripasso domani, da sola, porto l’ infermo a casa…

Il cliente: Si torna… da sola vai…

L: Ciao bella… e te guarda bene vai la prossima volta…

Escono.

L: Scusi Andrea, sono vecchi amici. Abitano vicino a noi…

A: Sono simpatici.

L: Si, la prima mezzora. Lei è una lingua lunga… veniamo a noi…

Entra un’ uomo.

U: Buongiorno! Guarda dammi tre euro e non se ne parla più! Te li riporto domani… al massimo dopodomani…

L: Rieccolo! Ma se te ne ho dati cinque, sabato!

U: Te li ho riportati martedì, però… tre euro dai… te li riporto domani…

L: Me li hai ridati? Sei sicuro? Poi, scusa… o non te ne avevo dati altri due?

U: Te li ho riportati. Lo so che passo male a chiedere… non lo faccio più… questi sono gli ultimi…

tre euro…

L: Ma non li spendere in pasticche. Devi farcela da solo…

U: Lo so che non dovrei chiedere… c’è anche gente… ma te li riporto domani al massimo dopodomani…

L: Ma te lo ricordi degli altri due? E quelli?

U: Via dai… tre e due cinque… domani te ne riporto cinque… al massimo dopodomani…

L (apre la cassa): Tieni via… ma ricordatelo! Ti aspetto!

U: Grazie! Questa è l’ultima volta! Sta’ male chiedere… lo so… Ma te li riporto… domani, al massimo…

L: Si, ho capito… vai ora, ho da fare con questo signore…

U: Mi scusi anche lei… questa è l’ultima volta… Ho avuto dei problemi… ma non mi lamento… mi accontento… nella vita bisogna accontentarsi di poco…

L: Vai ora su…

U: Oggi sono in forma…! Ciao… a domani… massimo… (esce)

L: Scusi Andrea, è un po’ depresso…

A: All’ inizio credevo scherzasse… pensavo fosse un suo amico… come…

L: No… no… poverino. Abita qua vicino. Ma me li riporta, sa? Poi se non viene, conosco la moglie…

A: E li chiede a lei?

L: No… no… tanto torna… una volta è passato, c’era il negozio pieno, ha aperto la porta e mi ha tirato un sacchetto di spiccioli, urlando: Tieni Lucianaaa al voloo! Oggi sono in forma…! Una comica… Giovanni lo voleva rincorrere… se mi prendeva… Ci fa tenerezza, andavano a scuola insieme da ragazzi…

A: Mi è passata la voglia di lavorare… non dovrei dirlo…

L: Perché lei è un buono… me lo dice sempre Giovanni…

A: Mi sono intristito… le lascio tutto, poi ci vediamo il prossimo mese.

L: Va bene Andrea, grazie. Tanto oggi non ordinavo nulla.

A: Arrivederci.

L: Arrivederci.

(buio. Solo una luce sul bancone)

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14 pensieri su “

  1. Ngawiiiiiiii! pensavo ti fossi completamente dedicata all’amore tuo e avessi dimenticato l’estinto! la carriera come va? abbracci
    sara:
    infatti non la spiego
    and

  2. Non le sconterai mai, a meno di un prolungamento a tempo indeterminato della condanna a vivere…
    Manana por la manana (lunes) call me at phone for big brunch,if you are free.
    Aurevoire!
    g.

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