Sogno/2



Una festa notturna, all’aperto. Il luogo: un’ anfiteatro, circondato da antiche rovine. Musica assordante, gente che balla sul palco. In alto, oltre le scalinate, la postazione del dj. E’ una donna, indossa un abito nero, corto, senza maniche. Vicino a lei, alcune persone che la osservano, quasi a proteggerla. Salgo le scale, mi avvicino. Non la vedo in volto, le cuffie le spostano i capelli sul viso, sugli occhi. Tiene la testa bassa, incurvata verso la sorgente della musica. Troppa gente intorno, scendo verso il palco. A lato, vedo dei portici, filtrati da luci basse. Mi incammino, incuriosito dai giochi dei fari.



Attraverso la luce, il buio, di nuovo la luce. Sento ancora la musica, ma non è la stessa. E’ un quartetto d’archi. Suona in un prato verde che inizia alla fine dei portici.



E’ giorno. Mi avvicino, hanno smesso di suonare, stanno riponendo gli strumenti.



Il violoncellista, un bel vecchio, dai capelli argentati mi dice: ” Troppo tardi. Abbiamo suonato poco. Non c’era nessuno.”



Cammino sul prato.

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