Il Sig. Guido** ( soluzione finale)


Allora ho deciso. Andarsene da quel condominio mi è sembrato la cosa più indolore. Niente risse, casini, cause.


“AFFITTASI APPARTAMENTI IN RESIDENCE DI RECENTE COSTRUZIONE, ACCESSORIATI (aria cond., garage, piscina uso comune).”



Sapevo di quel residence da un mio cliente che ne aveva curato gli arredi:


“Andrea, se ti dovessi trasferire, prendilo in considerazione. Sono veramente ben fatti, pieni di comfort e la proprietaria è una ragazza giovane e in gamba.”


Mi annoto il telefono e il giorno dopo chiamo.


La signora è veramente gentile. Mi dà appuntamento il pomeriggio:


“Buonasera, ci ha trovato facilmente?”


“Buonasera. Si, grazie.”


“Allora venga, facciamo due passi e le mostro quello che ho disponibile. Me ne sono rimasti solo due.” La seguo e lei, camminando, mi mostra la piscina, il giardino.


“Eccoci qua. Le faccio vedere questo, prima, è leggermente più grande. Ha un piccolo vano in più. Adatto per lo studio o per una cameretta.”


Mi piace. Tutto così nuovo. Mentre lo guardo, provo già un senso di libertà. Piano terra. Niente scale, ascensori, pianerottoli, vicini curiosi…


Il prezzo è in linea con quello che già pagavo, quindi accetto e lascio l’acconto. Meno prestigio, periferia, ma tranquillo.


Il giorno dopo avverto subito l’amministratore che avrei lasciato l’appartamento. Sembra sollevato. Mi agevola, retrodatando la data della recessione del contratto, di qualche giorno: “Le faccio risparmiare una settimana di affitto, contento no?” Ringrazio.


La settimana dopo sono pronto al trasloco.Ho pensato di andarlo a salutare, il Sig. Guido, con la scusa di avvertirlo di qualche rumore di troppo, ma meglio così. Dimentichiamoci.


Tutto organizzato alla perfezione. Imballato libri, Cd, abiti. La compagnia che chiamo è sempre la stessa, sono molto affidabili. Li porto sempre a pranzo, quel giorno. Mi piace sedermi con loro. Mangiare pesante come fanno, ridere alle battute che si scambiano:


“Mangia, che stamani un ‘tu ce la facevi nemmeno a alzare ‘i cuscino dì divano. Un ‘tu tromberai mica troppo? Un ci crede nessuno!!”


“Mandami la ‘tu moglie, vai…! E giù risate.


Nel primo pomeriggio hanno già trasferito tutto nel nuovo appartamento. I montatori stanno terminando di assemblare la cucina. Si affaccia la proprietaria:


“Che velocità, accidenti!”


“Ciao, Luisa.” La raggiungo sulla porta di ingresso. Ci diamo del tu.


“Visto che roba? Ci ho messo di più a imballare tutto che a traslocare. Comunque il più è fatto.”


“Bene. Ma nessuno ti aiuta a rimettere in ordine?


“No, i libri li sballo io. Fatto quello, resta poco.”


“Anche te irrimediabile single eh?”


“Io, si. Tu, piuttosto, pensavo fossi sposata.”


“Lo sono stata. E’ stato breve, anni fa.”


“Ah! Scusami non volevo…”


“Niente, niente, Andrea. Storia corta, storia sbagliata. Per fortuna ho avuto l’aiuto dei miei, specialmente di mio padre.”


” I genitori ci sono sempre, quando servono. Anche quando non servono.” Aggiungo.


“Mi hanno aiutata molto. Anche tutto questo lo devo a loro. Mio padre fu molto lungimirante ad investire in questa zona. Pensa, tutta la liquidazione, più un mutuo trentennale. Ma ora, cinque anni dopo, posso dire che aveva visto giusto. Anche con gli affitti onesti che pratico, posso far fronte a tutto. Ho anche restituito un po’ di soldi ai miei.”


“Una donna fortunata, insomma.”


“Diciamo di si. Ti lascio al tuo trasloco. Dimenticavo, prova le utenze; dovrebbe funzionare tutto, ma controlla. E domani fammi sapere. Ciao.”


“Ciao e grazie.”


E’ passata un’altra settimana e provo sensazioni nuove. Arrivo a casa fischiettando, parcheggio l’auto senza problemi. Quando sono all’ingresso, ogni tanto, mi volto di scatto, guardando se nessuno mi controlla. Libero. Sono uno qualunque, nessuno si cura di me.


Oggi prima riunione di condominio. Non è una riunione canonica. Luisa mi dice che ogni mese si riuniscono per sapere se ci sono piccoli interventi da fare, guasti, richieste. Essendo tutti affittuari, non deliberiamo niente, è un modo, dice Luisa, di conoscersi.


Ci troviamo nella piccola sala dietro la reception, che è, poi la casa dove Luisa abita. Una villetta che guarda il residence, quasi a proteggerlo.


“Grazie a tutti, di essere intervenuti.” Dice Luisa.


“Oggi è una riunione particolare per me. Devo darvi una notizia.”


“Ci abbassi l’affitto? Troppo buona!”


“No, Luciano. Prossima volta.” Risponde, ridendo Luisa.


“Voi sapete, che devo questo residence alla mia famiglia. E’ grazie a loro che questa attività è iniziata. Ci hanno creduto e mi hanno convinto. Specialmente il mio caro papà.”


“Dai, non ci tenere sulle spine.” Il solito Luciano, il più anziano degli inquilini.


Io sono seduto in prima fila, abbastanza distratto.


” Allora ve lo dico. Dopo tanto insistere, finalmente, i miei genitori hanno accettato di trasferirsi qua. Vivranno con me, ho un sacco di spazio e bisogno di aiuto. E il mio papà mi aiuterà nella gestione e nella manutenzione. E’ un uomo molto preciso. Avrete una persona in più a disposizione.”


“Che dite ve lo presento? La mamma sta ancora finendo di imballare le ultime cose, la conoscerete nei prossimi giorni.”


“Papaaà, dai vieni su. Non fare il timido, entra che ti presento a tutti.”


Tutti si girano. Mi giro anche io. Dalla porta laterale della saletta, entra un signore. Sono leggermente in controluce, ma credo di conoscerlo. Appena parla, i pochi dubbi, scompaiono:


“Buonasera a tutti. Mia figlia Luisa ha tanto insistito. Mi ha detto: dai papà, insegnami a fare la proprietaria. Come rifiutare?”


E’ il Sig. Guido.


Mano a mano che si avvicina, salutando gli inquilini come un piccolo boss di provincia, sento la mia faccia sbiancare.


Arriva a me.


“Caro Andrea, ci ritroviamo. Non ci eravamo salutati.”


“Non volevo disturbarla, ma sarei…, avrei voluto…” Balbetto.


“Certo, certo…” Taglia corto, lui.


Cerco di ricompormi e gli chiedo:


“Insomma vi trasferite; e l’appartamento in città? Venduto?”


Il Sig. Guido si volta lentamente, mi squadra. Come un tempo:


“Andrea, io non vendo niente. Io compro. Buona serata e, mi raccomando, puntuale con l’affitto.”


(**prima parte nel post del 2/04/04)

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13 pensieri su “

  1. Ragazze, vi invito cena. Ordinate quello che volete. Grazie.
    L, è fiction, ma per un periodo ho abitato in un condominio simile e un ometto mi guardava sempre in modo strano. Mi sono ispirato a lui ed ad altre vicende…
    grazie ancora e invito sempre valido.
    and

  2. Finalmente And hai postato l’ultima puntata!!!

    Ti piace la sfiga, eh?
    Il Sig. Guido è veramente odioso!
    Grrr…
    …ma la figliola? ..non gliela metti incinta?

    Cmq io cambio casa davvero! ^_^
    Il 29 Novembre saluto la Sig.ra Mimma e vado in contro ai nuovi condomini!

    -PANICO-

    Un bacio

  3. X ora si prova la convivenza!
    ..anche se abbiamo una pulcina nell’orecchio che ci dice di sposarci ad Aprile ^_^
    ..ti farò sapere!

    Che bello essere poveri ma innamorati!!!

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